Vita Finalese

 

04/09/08

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Finale Emilia...La vita e l'essenza che prende forma a Finale...

 

La nebbia  

La Troia (o Roia) ed il nostro motto filosofico del finalese D.O.P.:

"Mei Troia che Stuf!"

 

Mio Zione Giulio, ha trovato questa poesia nel web: mi è piaciuta e ve la propongo. (vorrei citare l'autore, ma purtroppo la fonte è a me ignota):

Avvolta in un manto di gelida bruma
la terra respira, ha un brivido, e sfuma
prendendo un colore omogeneo di seppia.
Trionfano i bianchi ed i grigi. La nebbia
è un dono d'inverno: un dono di Dio
che stende una coltre pietosa d'oblio
sul triste orizzonte del mondo reale.
La troppa chiarezza talvolta fa male!

Il sole impietoso ti mostra di tutto:
il bianco ed il nero, il bello ed il brutto.
Se invece son vaghe le cose che vedi
le idee più bislacche rimangono in piedi:
puoi fingere a oltranza, bleffar con te stesso.
La NEBBIA ti aiuta a pigliarti per fesso.
Respira la NEBBIA, così puoi sognare,
se proprio non hai più nient'altro da fare.

La nebbia, all'apparenza, sembra fumo. In realtà é formata da piccolissime goccioline d'acqua, sospese nell'aria. La nebbia fa la sua comparsa quando l'aria si raffredda, si condensa e si trasforma in vapore acqueo a contatto con un suolo più freddo. Il vapore acqueo contenuto nell'aria é direttamente proporzionale alla temperatura. Ovvero: più una massa d'aria é calda, maggiore é la quantità di vapore acqueo che può contenere.

 

 

 

La nebbia, compagna di questa terra della "bassa", compagna a volte per giorni che non ci permette di vedere il sole.
Compagna che a volte non ci permette di vedere dall'altra parte della strada, compagna che ci avvolge ….

Vi ricordate all'epoca di Portobello? La famosa trasmissione del compianto Enzo Tortora? C'era chi aveva pensato di abbattere il passo del Turchino (Appennino Ligure) in modo di permettere una maggiore circolazione di aria….!

 

 

Trad."Meglio Stanco che fannullone", è il motto del Finalese D.O.P... diversamente interpretabile anche con il "non fare oggi quello che puoi fare anche domani"...

 

Non ho padronanza del "sapere" o la presunzione di raccontare questo complesso significato culturale che è anche un pò la carta di identità del finalese DOP.

 

Fior fior di letterati e cultori della zona hanno trascorso serate e conferenze sull'argomento.

 

Ricordo in quegli ormai lontani anni novanta, davanti all'Osteria della Fefa  (ancora gestito dall'Orlandi), i maestri della lettera G.Pederiali e il povero Prof. Sola (tristemente deceduto nei primi anni del 21°sec) insieme alle autorità locali e ai cittadini, si raccolsero in conferenza per discutere sull'argomento: La Troja (o la Roja).

 

C'è sicuramente da scriverci un libro (e mi aspetto che prima o poi qualcuno lo faccia).

 

Visto ciò mi scusino coloro che meglio di me conoscono queso tema, quali invito gentilmente a scrivermi per inserire eventuali correzioni. Quello che scrivo in seguito è frutto della mia conoscenza

 

Il motto prende origine da una "figura" tipica finalese: la Troja o la "Roja" (entrambe le parole, mi raccomando, vanno pronunciate con la "o" chiusa).

 

Nulla a che vedere con il significato etimologico volgare, bensì alla più colorita immagine che dà la nostra cara mascotte "nazionale" dell'Emilia, la scrofa o il maiale, che pensa solo a mangiare a dormire e... insomma il nostro simbolico "ozio".

 

Ma non è tutto ridotto a questa "immagine", la "troja" (o "Roja") è un vero artista: non è da tutti riuscire a raggiungere sempre il proprio obiettivo con il minimo sforzo (generalmente tramite lo sforzo altrui).

 

La "troja" (o "Roja") vive serena, tranquilla e beata, perchè vive alla giornata. Il suo secondo motto è appunto questo: "non fare oggi quello che puoi fare anche domani".

 

La figura della troja (o roja) è legata anche alla tipica "machera" finalese: al "Cont ad Buréla".

"Al Cont 'd Buréla" è oltre che essere "troja" (o "Roja") è un personaggio che ha la presunzione di essere maestro sugli altri, di saper sempre insegnare e dirigere i lavori altrui.

   

La fisionomia del Finalese D.O.P.

     

Il tipico finalese DOP ha le sue caratteristiche fisiche inconfondibili, che ne descrivono l'aria di persona oziosa, che ama lo stare in compagnia, magari a bere qualche bicchiere di vino e a mangiare i frutti della sua terra: il maiale ed il suo colesterolo.

 

Descrivo un finalese "tipo" sui 50 anni:

 

Il Volto.

Naso di grosse dimensioni, tipicamente a punta (qualche caso di naso a "cipolla") e solitamente anche un pò colorito.

Bocca sottile, ma solitamente grande.

 

Statura e proporzioni.

Persona di bassa statura (1.65-1.70) con tronco più lungo delle gambe.

Spalle strette e curve.

Tipicamente "senza culo" o come si dice in dialetto "con la ranara bassa".

Pancia "a punta" (cioè stretta ma pronunciata in avanti).

Piedi piccoli.

 

Lascio a voi, mettere insieme le caratteristiche fisiche di cui sopra, e pensare a cosa vi viene in mente: alle abitudini e alle caratteristiche della persona...

 

     
     
     
     
     
     
     
     

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